Nel vasto panorama della Cannabis, alcune varietà spiccano per la loro eccezionalità, catturando l’interesse di appassionati e coltivatori di tutto il mondo. Tra queste, la White Widow emerge come un’autentica leggenda, una varietà ibrida di cannabis spesso etichettata come una indica dominante, con una composizione genetica che riflette un rapporto di circa 60% indica e 40% sativa.
Uno degli aspetti più intriganti di questa varietà è il suo nome evocativo, che si dice sia stato ispirato dalla generosa presenza di tricomi cristallini sulle sue infiorescenze, che conferiscono loro un aspetto biancastro. Le piante della strain White Widow presentano una struttura cespugliosa, con foglie larghe e di colore verde scuro.
In questo articolo, esploreremo le meraviglie della White Widow, dalle sue origini misteriose alle sue proprietà uniche che la rendono così amata e ricercata.
Storia e Origini della White Widow
Questa strain ibrida è stata introdotta per la prima volta sul mercato nel 1994, ed è diventata rapidamente un pilastro nel mondo della cannabis. Ma chi sono i breeder dietro la creazione di questa leggendaria varietà? La risposta a questa domanda è avvolta nel mistero, con due teorie principali che raccontano storie diverse sulle sue origini.
La prima teoria attribuisce la creazione della White Widow a un noto produttore di cannabis chiamato Shantibaba. Questo esperto del settore è stato coinvolto nella fondazione di Green House Seeds e successivamente ha fondato Mr Nice Seeds e CBD Crew. Secondo questa versione, Shantibaba avrebbe scoperto la genetica della White Widow durante un viaggio in India negli anni ’90 in cui fu condotto da un contadino locale in una fattoria nelle montagne del Kerala, dove avrebbe trovato un singolo ibrido maschio selezionato per la massima produzione di resina. Portando con sé i semi di questo maschio in Olanda, Shantibaba li incrociò con una strain sativa Manga Rosa di origine brasiliana, dando vita al primo ceppo di White Widow .
La seconda teoria, invece, attribuisce la creazione della White Widow a un produttore chiamato Ingemar. Questo coltivatore del sud dell’Olanda afferma di aver trovato i semi della White Widow originale in un mucchietto di hashish fatto a mano. Dopo aver riprodotto e perfezionato questi semi per circa sei anni, Ingemar avrebbe creato la White Widow che conosciamo oggi.
Sia che la White Widow sia stata creata da Shantibaba o da Ingemar, il suo impatto nel mondo della cannabis è innegabile. Le sue potenti genetiche hanno dato origine a numerose varietà ibride come le strain White Russian , Blue Widow e White Rhino.
LA WHITE WIDOW ALLE COMPETIZIONI CANNABICHE
Dopo pochi anni dalla sua comparsa, la White Widow ottenne subito importanti riconoscimenti e premi in diverse Cannabis Cup. Dopo un solo anno dalla sua uscita sul mercato, la White Widow si portò a casa il primo premio all’High Times Cannabis Cup del 1995. Da allora, i breeder di tutto il mondo hanno ricevuto premi e coppe con la propria versione di questo grande classico del mondo cannabico.
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
La White Widow di Scibidì si distingue per le sue straordinarie proprietà organolettiche, dal contenuto di THC inferiore allo 0,5%.
Le infiorescenze sono compatte e di dimensioni generose, che si distinguono per la loro forma prevalentemente conica. La caratteristica principale di queste infiorescenze è sicuramente la loro ricopertura di una fitta coltre di resina, che conferisce loro un aspetto cristallino e lucente.
Il colore delle infiorescenze di White Widow CBD varia dal verde chiaro al verde più scuro, arricchito da sfumature rosse o arancioni, particolarmente evidenti sui piccoli pistilli che spuntano dalla superficie.
L’aroma complesso ed intrigrante combina magistralmente note speziate e terrose con vivaci sfumature agrumate.
PROFILO TERPENICO
I terpeni sono composti aromatici presenti in molte piante, inclusa la cannabis, e sono responsabili dell’aroma unico di ogni varietà.
Il profilo terpenico della White Widow è uno degli elementi che contribuisce maggiormente alla sua popolarità e distintività. Ecco una panoramica dei principali terpeni presenti nella White Widow e dei loro contributi aromatici:
- Mircene: Il terpene dominante nella White Widow, conferisce un aroma terroso e muschiato con sfumature erbacee.
- Pinene: Aggiunge una nota fresca e resinosa di pino, facilmente riconoscibile per il suo profumo pungente e rinfrescante, che bilancia perfettamente l’aroma terroso del mircene.
- Caryophyllene: Responsabile delle sfumature speziate e pepate che caratterizzano la White Widow. Questo terpene aggiunge un livello di complessità all’aroma, con un profumo caldo e piccante che ricorda il pepe nero.
- Limonene: Aggiunge un leggero sentore di agrumi che illumina il bouquet aromatico della White Widow, rendendolo più vivace e bilanciato.
Questa combinazione di terpeni crea un profilo aromatico complesso e affascinante, rendendo la White Widow una varietà particolarmente aromatica.
COLTIVAZIONE DELLA WHITE WIDOW
La coltivazione della White Widow light presenta opportunità interessanti sia per i coltivatori ordinari che per quelli amatoriali. Questa varietà è relativamente resistente e si adatta bene a diversi ambienti di coltivazione, sia indoor che outdoor.
La White Widow predilige climi temperati, con temperature che variano tra i 20 e i 28 gradi Celsius. È essenziale mantenere una buona ventilazione, specialmente in coltivazioni indoor, per prevenire la formazione di muffe o funghi.
Ciclo di Crescita
Ha un ciclo di crescita relativamente breve, con una fase di fioritura che va dalle 8 alle 10 settimane. Questo la rende una scelta popolare tra i coltivatori che cercano un raccolto rapido e produttivo.
Iluminazione
Per quanto riguarda l’illuminazione, è fondamentale fornire alle piante una quantità adeguata di luce durante la fase vegetativa e di fioritura. Nella coltivazione indoor, l’uso di lampade al LED è comune, in modo che le piante ricevano almeno 18 ore di luce durante la fase vegetativa e 12 ore di buio durante la fioritura.
La White Widow risponde bene a un ciclo di illuminazione ben definito e a una luce di qualità, il che contribuisce alla formazione di cime dense e ricche di resina.
Nutrimento
Per garantire una generosa resa di raccolto, è fondamentale provvedere alla nutrizione della pianta attraverso l’uso di fertilizzanti appropriati per ogni fase della sua crescita. Durante il periodo vegetativo, si consiglia l’impiego di un concime arricchito di azoto, essenziale per favorire lo sviluppo sano delle foglie e della struttura della pianta. Quando si avvicina la fase di fioritura, è preferibile passare a un concime contenente una maggiore quantità di fosforo e potassio, in grado di sostenere la formazione e il sviluppo delle infiorescenze, promuovendo una produzione di cime di qualità. Scegliendo i giusti fertilizzanti e adattandoli alle esigenze specifiche della pianta in ogni fase della sua crescita, si può contribuire in modo significativo a ottenere una coltivazione di successo e un raccolto abbondante.
Tecniche di Coltivazione
Nelle coltivazioni indoor, la White Widow non supera il metro d’altezza, il che la rende ideale per adottare la tecnica colturare Sea Of Green. Questo metodo consiste nel coltivare un gran numero di piante di piccole dimensioni, da cui è raccolta un’unica cima principale di grandi dimensioni da ogni esemplare.
Un’altra tecnica efficace per coltivare questa varietà è la Screen of Green (SCROG), che riduce lo stress sulle piante e le fa crescere attraverso una rete metallica, ottimizzando la riflessione della luce e promuovendo una fioritura abbondante.
Rinomata per essere particolarmente produttiva, la White Widow può offrire fino a 500g/m² in coltivazioni indoor e fino a 600 grammi per pianta all’aperto.
In sintesi, la White Widow è diventata una delle varietà di cannabis più riconoscibili e iconiche al mondo. La sua resistenza, il suo profilo aromatico unico e la sua versatilità hanno contribuito alla sua diffusa popolarità tra coltivatori e appassionati di cannabis di tutto il mondo. La White Widow continua a far parte della cultura della cannabis contemporanea, confermando il suo status di leggenda nel mondo della cannabis.



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