THC vs CBD: i pro e i contro tra i due cannabinoidi più famosi

THC VS CBD: I PRO E I CONTRO

La pianta di Cannabis produce una classe di molecole chiamate cannabinoidi. Tra di esse le più popolari e studiate sono senza dubbio il THC e il CBD. Ma quali differenze ci sono tra queste due sostanze? E perché è legale solo la seconda? Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza e di comprenderne i pro e i contro.

THC E CBD: COSA SONO?

Da un punto di vista chimico THC e il CBD hanno una struttura molecolare simile e assomigliano agli endocannabinoidi già presenti nell’uomo e negli animali, esclusi gli insetti. Per questa ragione possono interagire con i recettori di cannabinoidi presenti naturalmente nel corpo e influenzare alcune funzioni del cervello. Tuttavia, alcune differenze chimiche tra le due sostanze fanno sì che abbiano effetti molto diversi. 

Il THC, chiamato per esteso trans-tetraidrocannabinolo, è presente in tutte le piante di cannabis in percentuale variabile ed è la molecola responsabile degli effetti psicotropi. Ha la capacità di legarsi ai recettori endogeni specifici CB1 che, quando stimolati, avviano una varietà di processi fisiologici nel soggetto. Uno studio pubblicato su Nature nel 1990 [1] ha dimostrato che le regioni con maggior concentrazione di recettori CB1 si trovano nell’ippocampo (memoria), nella corteccia cerebrale (cognizione), nel cervelletto (coordinazione motoria), nei gangli basali (movimento), nell’ipotalamo (appetito), nell’amigdala (emozioni) e nella sostanza grigia periacqueduttale (dolore), ovvero nei siti dei principali effetti della Cannabis psicoattiva [2].

Il CBD, acronimo di Cannabidiolo, è invece un cannabinoide non psicoattivo che si lega ai recettori CB2 presenti soprattutto nelle cellule T del sistema immunitario, ma anche in altri organi come il timo, il midollo osseo, la milza, il pancreas e la retina [3]. Per questa ragione non provoca un effetto inebriante come il THC ma può avere un impatto positivo da diversi punti di vista.

QUALI EFFETTI?

Come abbiamo appena visto, chimicamente le due sostanze agiscono in modo diverso e in alcuni casi vengono usate come aiuto per diversi problemi di salute. La cannabis terapeutica ricca di THC può aiutare in caso di dolore cronico e di patologie che portano spasticità come la sclerosi multipla e movimenti involontari come la Sindrome di Gilles de la Tourette [4]. Inoltre, ha un effetto anche sull’appetito e può essere usata in caso di anoressia nei pazienti oncologici e come anticinetosico e antiemetico in caso di nausea e vomito [4].

Tuttavia il consumo di Cannabis ad alto contenuto di THC può portare anche ad effetti collaterali come ansia, panico, riduzione dell’attenzione, disturbi della memoria, calo della produttività e della socievolezza e addirittura a un aumento del rischio di sintomi psicotici in soggetti con una storia personale o familiare di psicosi [5][6]. Infine, in alcuni consumatori abituali può causare la cosiddetta sindrome amotivazionale da cannabis, che comporta una sorta di pigrizia cronica e un’apatia emotiva che rendono difficile se non impossibile vivere attivamente ponendosi obiettivi e lavorando per raggiungerli [7].

Alcuni studi invece hanno dimostrato che il Cbd può avere effetti positivi per combattere l’infiammazione [8], l’ansia [9], la depressione, le forme psicotiche [10] e addirittura alcuni sintomi dell’epilessia [11]. Ha effetti calmanti e rilassanti e migliora le funzioni cognitive del cervello [10] senza influire sulla normale produttività delle persone. Infine il cannabidiolo sembra avere proprietà analgesiche e antiossidanti. Uno degli aspetti più rilevanti che rende il CBD diverso dal THC è la sua capacità di portare benessere senza causare effetti collaterali, come ha confermato anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) [12]. Il CBD infatti non modifica l’attenzione, la percezione, il comportamento e non crea assuefazione. 

ASPETTI LEGALI

Un’altra differenza rilevante tra THC e CBD consiste nel fatto che in Italia la cannabis con alti livelli di THC è considerata a tutti gli effetti una droga, seppur leggera, ed è per questo illegale, mentre il CBD no. Perché la cannabis sia legale e commercializzabile è necessario che il livello di THC sia inferiore a una certa soglia che nel nostro paese è lo 0,5%. La detenzione di cannabis illegale può comportare sanzioni amministrative o penali che dipendo dalla quantità rilevata. 

QUINDI QUALE PREFERIRE?

THC e CBD sono sostanze molto interessanti da studiare per le loro diverse proprietà e per i loro effetti positivi e negativi. Tuttavia, come abbiamo visto, la cannabis ricca di THC è una sostanza che porta con se alcuni rischi e spesso non è compatibile con la vita quotidiana.  Innanzitutto il consumo di THC crea effetti psicoattivi ed euforizzanti non adatti alla vita lavorativa di tutti i giorni che richiede concentrazione e lucidità mentale. In alcuni soggetti poi crea effetti collaterali come ansia, pensieri paranoici, battito cardiaco accelerato e altro che possono rendere l’esperienza tutt’altro che piacevole.

Un altro elemento importante da valutare è l’illegalità della sostanza. Il suo consumo comporta dei rischi sia nel momento dell’acquisto, sia in caso di controlli successivi da parte delle autorità: il possesso e l’uso possono creare problemi. Inoltre, essendo una sostanza illegale, è spesso difficilmente reperibile e non è detto che tutti abbiano i contatti giusti per trovarla. Senza considerare poi che i soldi spesi in questo modo vanno a foraggiare le casse della criminalità organizzata. Infine, alcuni studi hanno dimostrato che il THC può creare dipendenza psicologica [11] nel consumatore abituale creando stress per la paura di “rimanere senza” e influenzando alcune decisioni e attività quotidiane.

Al contrario, la cannabis e gli altri prodotti ad alto contenuto di CBD con livelli di THC a norma di legge (<0,5%), non sono psicoattivi e non influiscono sulle attività quotidiane. Sono legali e venduti da rivenditori regolari di vario tipo, come tabaccherie e altri negozi, oppure da e-commerce, come www.scibidi.com, che consegnano i prodotti in tempi brevi direttamente a casa. Di conseguenza l’acquisto non comporta rischi legali ed è sempre possibile, indipendentemente dalle proprie conoscenze. Infine, cosa non meno importante, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che il CBD non crea dipendenza e non provoca effetti psicoattivi o cardiovascolari avversi [12]. Il CBD viene descritto a tutti gli effetti come una sostanza innocua che possiede proprietà terapeutiche promettenti. 

Insomma, il nostro consiglio è di non rischiare con l’illegale. E quando avrai voglia di cannabis di qualità puoi sempre andare nel nostro shop!

Bibliografia/sitografia:

[1] Matsuda, Lisa A., et al., “Structure of a cannabinoid receptor and functional expression of the cloned cDNA”, Nature, 346.6284 (1990), pag. 561.
[2] Canapa Scienza, società di informazione scientifica sulla Cannabis Medica e il Sistema Endocannabinoide: https://cannabiscienza.it/pubblicazioni/sistema-endocannabinoide/sapere-sistema-endocannabinoide/
[3] Carayon P., Marchand J., et al., “Modulation and functional involvement of CB2 pepheral cannabinoid receptor during B-cell differentiation”, Blood 92 (1998), pp. 3505-3515.
[4] Cartabellotta A., Iacono C., “Uso terapeutico della cannabis nel dolore cronico: efficacia ed effetti avversi”, in Evidence, Open Access Journal published by the GIMBE Foundation (2017).
[5] Hall P.W., Solowij N., “Adverse effect of cannabis”, The Lancet, vol. 352. Issue 9140 (1998), pp. 1611-1616.
[6] Andrew, T., Weil, M.D., “Adverse reactions to Marijuana. Classification and Suggested Treatment”, The New England Journal of Medicine, 282, (1970), pp. 997-1000.

[7] Gerra G., Zaimovich A., Cannabis: approfondimenti: http://www.dronet.org/sostanze/sos_pdf/cannabis.pdf
[8]Burstein S., “Cannabidiol (CBD) and its analogs: a review of their effects on inflammation”, Bioorganic & medicinal chemistry 23.7 (2015), pp. 1377-1385.
[9] De Sousa Crippa J.A. et al., “Effect of Cannabidiol (CBD) on Regional Cerebral Blood Flow”, Neuropsycopharmacology, vol.29 (2004), pp. 417-426.
[10] Campos A.C., Moreira F.A. et al., “Multiple mechanisms involved in the large-spectrum therapeutic potential of cannabidiol in psychiatric disorders. Philos Trans R Soc Long B Biol Sci., 367, (2012), pp. 3364-3378.
[11] Allegrini P., Appendino G., “Il CBD come ingrediente attivo farmaceutico”, La Chimica e l’Industria Online, anno II, n. 6 (2018), pp. 12-16.
[12] Report World Health Organization (OMS), “Drugs (psychoactive): Cannabidiol (compound of cannabis)”: https://www.who.int/news-room/q-a-detail/cannabidiol-(compound-of-cannabis) 

Il contenuto di questo articolo è da considerarsi a puro scopo informativo e le informazioni contenute sono frutto di ricerca e si riferiscono alle fonti elencate in bibliografia.

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