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LE ORIGINI DELLA CANNABIS, PIANTA CHE CI ACCOMPAGNA DA SEMPRE

Quali sono le origini della cannabis? La pianta accompagna l’uomo fin dalla Preistoria in diverse parti del mondo e ciò è dimostrato da numerose prove tangibili offerte dalla paleobotanica. Tra queste troviamo tracce di polline, fibre, semi, tricomi, ma anche impronte su diversi tipi di materiali e resti carbonizzati ancora riconoscibili. Il ritrovamento di tali elementi in diverse regioni del mondo permette di fare ipotesi attendibili sulla diffusione preistorica della cannabis e sull’uso che ne veniva fatto.

LE ORIGINI ASIATICHE

Lo studio di Fleming e Clarke del 1998 presenta le prove da cui si può dedurre una diffusione della pianta in varie forme in tutto il mondo, a partire dall’Asia. Circa 6500 anni fa i cinesi furono i primi a usare le piante nate naturalmente, per poi arrivare successivamente a coltivarle per fini economici [1]. Ai tempi dell’antica Cina la canapa era considerata una materia prima fondamentale per la produzione delle corde, usate anche come nucleo delle statue di argilla posizionate all’interno dei templi, della carta e degli indumenti. È famoso inoltre il ritrovamento al confine tra Russia e Cina della cosiddetta principessa di Altai, cioè del corpo mummificato di una giovane donna risalente al V secolo a.C. al cui fianco sono stati trovati diversi oggetti tra cui un astuccio contenente della cannabis [2]. 

LA DIFFUSIONE NEL CONTINENTE AFRICANO

Per quel che riguarda il continente africano si stima che la pianta sia arrivata migliaia di anni fa. Secolo dopo secolo, partendo dall’oriente, la cannabis si è diffusa fino a raggiungere l’Africa. Qui si è stabilita ed è entrata a far parte di diverse culture e tradizioni locali. I pigmei ad esempio credono di aver consumato cannabis fin dalle origini della loro popolo, mentre in Etiopia gli studiosi hanno  trovato due pipe di ceramica risalenti al 1320 d.C. contenenti tracce di cannabis.

Esiste inoltre un’interessante connessione tra la canapa e l’Antico Egitto. Innanzitutto la troviamo citata nel Papiro Ebers tra le altre erbe medicinali utilizzate a quel tempo come antinfiammatorio, antisettico e come soluzione per problemi agli occhi e al sangue [5]. In un altro papiro compare invece quello che potrebbe essere il primo riferimento all’uso della canapa per la produzione di cordami. Non mancano poi le prove concrete della presenza di canapa al tempo dei faraoni: gli archeologi hanno scoperto alcune fibre nella tomba di Akhenaten e resti di polline all’interno della mummia di Ramsess II.

Infine, sempre nel paese delle piramidi ha avuto origine il mito della Dea Seshat che nella mitologia egizia rappresenta la saggezza, la conoscenza, la scrittura e l’architettura. L’aspetto interessante è che la Dea viene raffigurata con quella che potrebbe essere una foglia a sette punte sulla testa, immagine che è stata interpretata dagli storici in modi diversi. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che sia una foglia di papiro, pianta con cui si produceva la carta su cui si scriveva, altri hanno invece ipotizzato che sia proprio una foglia di canapa, con cui si producevano le corde usate per fare rilievi in ambito architettonico [6]. 

Dea Seshat con foglia in testa
Fonte: Wikimedia Common

L’EUROPA

In Europa la cannabis si è diffusa quasi ovunque, soprattutto a partire dai Balcani e dall’Italia, ai tempi dell’Antica Grecia e dell’Impero Romano. Il suo uso, come cibo, olio, fibre e come sostanza curativa e inebriante, compare infatti più volte all’interno della letteratura del tempo. Tuttavia non mancano prove paleobotaniche che dimostrano la presenza della cannabis anche in tempi precedenti. In Estonia ad esempio è stato trovato polline di cannabis risalente al 5600 a.C. ed è stato interpretato come indizio di una prima attività agricola. In Italia invece il polline è stato trovato in siti del Neolitico Medio dell’Emilia Romagna e della Brianza [4].

Tessuti di canapa di epoca romana
Fonte: Samorini.it

L’ARRIVO NEL NUOVO MONDO

Il continente americano sembra invece aver visto l’arrivo della cannabis in tempi più recenti grazie alla colonizzazione europea. Tuttavia uno studio che ha analizzato 72 mummie peruviane datate dal 200 al 1500 a.C. ha rilevato nei corpi la presenza di THC, fatto che suggerisce che la canapa fosse già ampiamente diffusa molto prima dell’arrivo di Colombo [7,8].

Questa breve disamina storica sulla diffusione della cannabis dimostra quanto questa pianta sia legata agli uomini e alle donne fin dall’origine della nostra storia. È interessante notare come l’uomo abbia da sempre usato la canapa in tre modi principali: come materia prima per la produzione di corde e tessuti, come coadiuvante per diversi problemi di salute e infine come sostanza euforizzante, spesso durante riti funebri e religiosi. Le prove storiche alla base di questa affermazione sono numerose e non possono ovviamente essere affrontate tutte in questo breve articolo. Speriamo però di avervi creato un po’ di curiosità sulla lunga e interessante storia della canapa e che vogliate conoscere ancora più a fondo questa antichissima pianta. 

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Bibliografia/Sitografia

[1] Fleming MP, Clarke RC, “Physical evidence for the antiquity of Cannabis Sativa L”, Vol. 5, J. Int. Hemp Association (1998).
[2] “Mummia dell’Altai”, pagina di Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Mummia_dell%27Altai
[3] Anneli P., Saarse L., “New evidence of possibile crop introduction to north-eastern Europe during che Stone Age”, Vegetation History & Archeobotany, vol. 15, pp. 169-179.
[4] Samorini G., “La Canapa nell’antica Europa”: https://samorini.it/archeologia/europa/canapa-antica-europa/
[5] Aboelsoud NH., “Herbal medicine in ancient Egypt”, Journal of Medicinal Plants Research, Vol. 4(2) (2010), pp. 82-86.
[6] “Cannabis in Ancient Egypt”: https://laptrinhx.com/news/cannabis-in-ancient-egypt-GNzJL1D/
[7] Balabanova S., Parsche S., Pirsig W., “First identification of drugs in Egyptian Mummies”, Naturwissenschaften 79, 358 (1992).
[8] Parsche F., Balabanova S., “Drugs in ancient population”, The Lancet (1993).

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